Premio SISI per giovani ricercatori
Motivazione del premio “Giovani ricercatori” SISI 2026 a Stefano Chessa Altieri
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La Società Italiana di Storia Internazionale ha deciso di conferire il premio “Giovani ricercatori” 2026 a Stefano Chessa Altieri per il saggio The Best and Loudest: The Rise (and Fall) of the Independent Federation of Chinese Students and Scholars (1989–1992), pubblicato in «Diplomatic History» nel 2025, pp. 1–28 (https://doi.org/10.1093/dh/dhaf062).
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Attraverso una ricerca rigorosa e innovativa, che si colloca al crocevia tra la storia delle relazioni internazionali, quella delle migrazioni politiche e quella dell’attivismo politico transnazionale, Chessa Altieri ricostruisce la parabola dell’Independent Federation of Chinese Students and Scholars (IFCSS). Creata all’indomani della repressione di Tienanmen, la Federazione raggruppò migliaia di studenti cinesi presenti nei campus e nelle università degli Stati Uniti, allo scopo di coordinarne la protesta contro il governo di Pechino. Come mostra Chessa Altieri, gli studenti cinesi divennero così un attore politico influente nel dibattito pubblico americano.
Ciò fu reso possibile da un’elevata capacità di organizzazione e mobilitazione, favorita sia dal sapiente ricorso a strumenti e strategie fino ad allora inediti per i movimenti di base operanti negli Stati Uniti, come l’impiego delle reti informatiche e di Internet, sia dall’abilità degli studenti cinesi nell’utilizzare retoriche, valori e principi propri della tradizione americana, adattandoli alla loro battaglia.
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L’attività della Federazione contribuì a trasformare la questione degli studenti cinesi in un tema centrale delle relazioni sino-statunitensi, favorendo iniziative legislative volte a consentire loro di rimanere negli Stati Uniti. Essa offrì inoltre al Congresso una leva per promuovere una politica verso la Cina meno prudente di quella perseguita dall’amministrazione Bush. La mobilitazione degli studenti entrò anche nel dibattito della campagna presidenziale del 1992 e contribuì a ravvivare, presso molti decisori politici americani, la convinzione che la società cinese potesse essere trasformata attraverso l’esposizione ai valori e ai principi occidentali, come sembrava suggerire l’esperienza della Federazione. L’impegno degli studenti si intrecciò infine con la questione di Taiwan, in seguito alla visita compiuta nell’isola da alcuni di loro nel novembre 1989.
Il saggio affronta dunque una pluralità di temi e prospettive, pienamente padroneggiati dall’autore, e ricostruisce accuratamente anche il declino dell’Independent Federation, determinato dall’inesperienza politica, dalle difficoltà economiche e dal progressivo venir meno del senso di una missione comune.
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Il lavoro combina profondità analitica, rigore metodologico, uso sapiente delle fonti, chiarezza interpretativa e rilevanza storiografica. Per queste ragioni, il saggio di Chessa Altieri è pienamente meritevole del premio istituito dalla Società italiana di Storia internazionale.