In memoria di Lorenzo Medici
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L’improvvisa e prematura scomparsa di Lorenzo Medici, lunedì 2 marzo, ha lasciato tutti noi, amici e colleghi, increduli e fortemente provati. Con lui abbiamo condiviso buona parte della nostra vita professionale all’interno del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Perugia, dove si era formato e dove lavorava dall’inizio degli anni Novanta.
Dopo la laurea, conseguita a pieni voti sotto la guida del prof. Fulvio D’Amoja, il prof. Medici aveva conseguito il Dottorato di Ricerca in Storia delle Relazioni Internazionali, coordinato dal prof. Ennio Di Nolfo presso la Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” di Firenze. Da allora ha svolto tutta la sua carriera accademica presso l’Università di Perugia, dapprima come ricercatore e poi come professore associato di Storia delle Relazioni Internazionali con abilitazione per la prima fascia di insegnamento. Ha tenuto per molti anni i corsi di Storia e Politica dell’Integrazione Europea, Storia delle Relazioni Internazionali e Diplomazia culturale e soft power.
È stato un riferimento costante per gli studenti delle discipline internazionalistiche, ai quali non ha mai fatto mancare il suo consiglio e il contributo della sua vasta competenza. Relatore di moltissime tesi di laurea, è stato per i ragazzi una guida esperta e autorevole, con la sua capacità di relazione attenta, il suo spirito critico, la sua generosità intellettuale contemperata all’ironia. Profondo conoscitore della storia del cinema e della musica contemporanea, ha saputo trasformare le sue competenze in questi ambiti in strumenti didattici, trasmettendo a generazioni di studenti le sue passioni.
Ha condotto ricerche in numerosi archivi in Italia e all’estero, dove ha arricchito la sua formazione con frequenti soggiorni per studio e per insegnamento, in particolare presso le Università di Augsburg e di Monaco di Baviera, Oxford, Londra, Southampton e Grand Valley. Membro della Commissione Internazionalizzazione e Coordinatore Erasmus del nostro Dipartimento, era responsabile scientifico di numerosi accordi con paesi europei e con gli Stati Uniti, con i quali Lorenzo manteneva stretti e proficui rapporti di collaborazione.
Dopo aver dedicato il suo primo volume all’analisi degli albori della decolonizzazione durante la seconda guerra mondiale (Colonialismo al tramonto. La neutralità dell’Iraq durante la seconda guerra mondiale, 1998), Lorenzo ha concentrato i suoi interessi di ricerca sul ruolo della cultura nelle relazioni tra gli stati, avviando un filone di studi, quello appunto della diplomazia culturale, sia bilaterale che multilaterale, in precedenza quasi del tutto inesplorato. I suoi lavori sulla diplomazia culturale, in particolare il volume Dalla propaganda alla cooperazione. La diplomazia culturale italiana nel secondo dopoguerra (1944–1950), costituiscono a tutt’oggi riferimenti essenziali per quanti studiano tale argomento. Essi sono stati il punto di partenza per il progetto di rilevanza nazionale “Building Cultural Networks during the Cold War: Cultural Diplomacy and Soft Power in Republican Italy (1945-1965)”, di cui era coordinatore nazionale e tuttora in corso.
Lorenzo Medici è stato inoltre tra i primi studiosi a lavorare sulla storia dell’Unesco e sul ruolo dell’Italia nell’organizzazione, temi a cui ha dedicato una serie di saggi specifici molto approfonditi. Altre sue ricerche hanno spaziato dalla politica estera di Aldo Moro alle vicende del secondo dopoguerra nei Balcani e nel Medio Oriente. Inoltre, dalla pluriennale collaborazione con la mai dimenticata prof.ssa Marta Petricioli, era nato il suo interesse per l’Armenia e la cura di un volume di documenti diplomatici italiani relativi al paese.
Subito dopo la sua scomparsa, ognuno di noi è stato raggiunto da telefonate e messaggi di colleghi, che hanno voluto condividere un loro ricordo di Lorenzo, dagli anni del dottorato, agli incontri in archivio, alle chiacchierate sulla politica estera e sul cinema. I più commoventi sono stati i numerosi messaggi di cordoglio dei suoi studenti, a dimostrazione del rapporto di fiducia e rispetto che era riuscito a costruire con loro negli anni. Testimonianze di stima e di affetto che restituiscono l’immagine di uno studioso di grande intelligenza, appassionato di tanti temi, aperto al dialogo e alla critica costruttiva.
Anna Baldinetti, Claudia Bernardi, Francesco Randazzo,
Valentina Sommella, Luciano Tosi, Lorella Tosone